NEVICATA FEBBRAIO 2012, COMUNI IN FORTE DIFFICOLTA'

10.12.2012 13:41

 "L'Abruzzo e' a rischio blocco; e' necessario intervenire immediatamente per aiutare i Comuni che sono gia' in difficolta' economica. Noi abbiamo individuato i fondi e la strada da percorrere, il Presidente Chiodi e la sua maggioranza diano ora seguito alle decisioni assunte all'unanimita' dal Consiglio regionale con atti concreti. Non possiamo piu' temporeggiare, i Comuni sono in forte difficolta'". Lo ha detto il Capogruppo del Partito democratico, Camillo D'Alessandro, che questa mattina ha chiamato a raccolta i sindaci abruzzesi per affrontare il problema e individuare una soluzione alla vicenda del ristoro ai Comuni delle spese sostenute per far fronte alle emergenze provocate dalle nevicate dello scorso febbraio. L'incontro si e' tenuto nella sede di Pescara del Consiglio regionale. "Le nevicate delle ultime ore hanno riproposto nuovamente il problema e dunque bisogna intervenire senza piu' temporeggiare - ha aggiunto il Capogruppo D'Alessandro - Abbiamo Comuni che rischiano il dissesto finanziario, soprattutto i piu' piccoli, perche' hanno accumulato debiti fuori bilancio dopo aver pagato le ditte che si sono occupate dell'emergenza-neve; altri enti, invece, che non hanno pagato ancora le fatture del febbraio scorso, rischiano di non avere piu' fornitori a cui rivolgersi. Il danno e' ancora piu' intenso per le ditte che hanno lavorato per i Comuni perche' hanno problemi con il durc. Di fronte a questa situazione, il Partito democratico - incalza l'esponente del Pd - ha individuato, sia nel vecchio Fas, sia nel nuovo Fas, i fondi con i quali ristorare le spese che i Comuni hanno sostenuto per l'emergenza-neve del febbraio scorso. La presenza di tutte queste fasce tricolori, dimostra - osserva ancora il Capogruppo del Pd - che non si tratta di una battaglia di parte, bensi' di risolvere un problema reale, che interessa tutte le comunita' abruzzesi. I veri responsabili di questa vicenda - conclude il Capogruppo D'Alessandro - sono coloro che prima hanno detto si', e poi si sono tirati indietro. Non perdiamo altro tempo. Basta promesse, l'Abruzzo rischia il blocco".

 

 

 

 

 

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