UIL, AUTOMEZZI POLIZIA PENITENZIARIA FUORI USO, A RISCHIO PROCESSI

26.11.2012 10:33

SULMONA - Pochissimi risultano essere, allo stato attuale, i mezzi in dotazione della polizia penitenziaria ancora in funzione nelle tre realtà penitenziarie della provincia dell'Aquila.Delle decine e decine di automezzi messi a disposizione degli uomini della polizia penitenziaria di stanza negli istituti di Sulmona, l'Aquila e Avezzano, solo pochissime unità sono utilizzabili per il trasporto di detenuti, mentre addirittura quasi del tutto fuori uso risultano essere quelli per l'effettuazione dei servizi amministrativi ordinari.Giusto per fare un esempio delle quasi 20 unità in forza alla CR di Sulmona solo 2 sono quelli allo stato funzionanti una delle 2 addirittura è stata presa in prestito dalla C.C. dell'Aquila. Tra le altre cose molti di questi automezzi sono fermi perchè non ci sono fondi per pagare finanche il cosidetto certificato di affidabilità( la più familiare revisione). In sostanza mancano addirittura i 70 euro previsti per il pagamento della prestazione da parte della officina autorizzata.Per quanto riguarda il trasporto dei detenuti sola un' unità blindata dovrebbe garantire il trasporto delle centinaia avente elevata capacità criminali( 41 bis, AS1,AS3 e e/o collaboratori di giustizia che notoriamente occupano le celle degli istituti dell'Aquila e di Sulmona). Sembrerebbe addirittura che il trasporto di quest'ultimi, seppur con una scorta potenziata e che inevitabilmente va a contribuire a sottrarre ulteriori unità di polizia penitenziaria nelle già falcidiate strutture carcerarie, venga disposto con l'utilizzo di mezzi non blindati. Il tutto a rischio e pericolo di uomini che non ne possono più di un trattamento così remissorio da parte dell'amministrazione che li rappresenta seppur molto condizionata dalla mancanza assoluta di fondi per la sistemazione e la riparazione delle decine di mezzi fermi nell'autoparco e frutto della massacrante politica in fatto di spending rewiew voluta dall'attuale nonchè precedente governo.Tutto questo però non giustificherebbe le Direzioni che, pur di non far assentare i detenuti chiamati a presenziare le udienze nei tribunali d'Italia e pur di non far mancare un diritto quale quello alla salute e permettere agli stessi detenuti di essere condotti in strutture all'uopo predisposte, non mancherebbero di inviare allo sbaraglio persone che in cambio di 1500 euro al mese vedrebbero messa in serio pericolo la loro vita.E' giusto che ci sia una revisione di spesa e che si eviti sperperìo di danaro pubblico ma da qui a consentire che la polizia diventi carne da macello proprio no!!!Per tale motivo la Uil penitenziari dice no al prosieguo di questa politica pericolosa invitando le rispettive e responsabili Direzioni a farsi carico della situazione intanto non autorizzando la partenza delle scorte che non abbiano mezzi dotati delle prescritte caratteristiche in tema di sicurezza e salubrità,così come tra l'altro previsto dalla normativa vigente, e, contestualmente, evidenziando agli organi competenti in tema di bilancio dello Stato che non si può e non si deve risparmiare facendo perno sulla vita dei lavoratori.Ci rendiamo conto che molti processi potrebbero veder messi a rischio la loro esecuzione ma siamo altrettanto convinti che è meglio un cattivo processo che un buon funerale.Una cosa comunque è certa! Considerati i pochissimi mezzi ancora funzionanti, qualora dovessero ulteriormente venir meno, allora l?effettuazione dei processi e non solo sarebbe veramente messa a rischio.

Il Segretario Provinciale e Vice Segretario regionale Uil Penitenziari

Mauro Nardella

 

 

 

 

 

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